Il gusto del Libano, dalla cucina ai fondi di caffè

Al Tuscolano, un accogliente locale per conoscere i sapori e i costumi libanesi. E divertirsi con qualche piccola scaramanzia.

A quindici anni dal suo arrivo in Italia, Najah ha realizzato il suo sogno: far conoscere al nostro paese la cucina libanese. Perch? se in Francia, Regno Unito, Canada le prelibatezze mediorientali sono ormai entrate a far parte del gusto comune, qui da noi sono ancora pochi a conoscere i Kaek, deliziosi biscottini all'anice e sesamo, o la tabul?, un'insalata di prezzemolo e grano macinato, per citare solo due degli innumerevoli piatti che Il Cedro del Libano propone nel suo men?. Dopo anni di lavoro dipendente, da quello come baby sitter per la figlia di Nastassia Kinski a quello come cuoca per la mensa internazionale della Fao, Najah, insieme ai suoi figli, è ora la titolare di un piccolo tempio delle specialit? di Beirut.

Come è nata l'idea di aprire questo ristorante a Roma?
Negli anni in cui facevo la cuoca per la Fao mi sono resa conto che la cucina libanese era molto apprezzata. Infatti molti dei miei attuali clienti sono persone che lavorano lì e che continuano a venirmi a trovare. Ma la maggior parte della nostra attuale clientela ? composta da italiani che non conoscevano i piatti del Libano, li hanno assaggiati e se ne sono innamorati. Amo cucinare e mi piaceva far conoscere all'Italia la nostra cultura, non solo gastronomica, che purtroppo è ancora poco diffusa.

Cosa ha portato dal Libano, oltre alla cucina?
Ho voluto esportare le nostre tradizioni, dagli abiti, alla musica, ai riti popolari: ogni venerd? e sabato c'è una ballerina di danza del ventre che si esibisce per i nostri clienti. In vetrina poi ho esposto gli abiti tradizionali degli uomini e delle donne libanesi, mentre i nostri tavoli sono rigorosamente apparecchiati con tovaglie e stoviglie provenienti dal Medioriente. Ci sono anche dei narghil? che i nostri clienti possono fumare dopo cena: ho in progetto di creare un piccolo soppalco riservato alla sala da tè e ai fumatori. Infine mi diletto nella lettura dei fondi di caffè: un'antica arte che riscuote molto successo anche nel vostro paese.

Come vi ha aiutato Autopromozione Sociale?
Con i finanziamenti del Comune di Roma ho ristrutturato il locale, comprato tutti gli arredi e gli attrezzi per la cucina. Il sostegno alla nostra attività è stato ed è ancora forte: la scorsa settimana abbiamo ricevuto una lettera del presidente del nostro Municipio, Sandro Medici, che si congratulava con noi perchè siamo stati inseriti nella guida ai locali romani del quotidiano La Repubblica: una bella soddisfazione!

Najah è appena rientrata da Beirut. Erano due anni che non tornava dalla sua famiglia e dalle sue otto sorelle. Lei è originaria della parte cristiana della citt?, quella che è stata risparmiata dai bombardamenti israeliani. Non ha immagini di guerra negli occhi, ha portato con sè solo qualche ingrediente che ci serve ad assaggiare un po' di Libano e ci aiuta a credere ancora nella pace tra i popoli.

Il cedro del Libano
via Aurelio Cotta, 26 - Roma
Metro Numidio Quadrato
Tel. 06.97614578
Chiuso domenica a pranzo