Il settore del gioco pubblico ha fatto registrare, in particolare negli ultimi anni, una forte crescita, alimentata in buona parte dal canale online. Stando all’elaborazione statistica a cura di Federconsumatori, infatti, nel periodo che va dal 2018 al 2023, c’è stata una sostanziale inversione di tendenza: il gioco online ha superato quota 82 miliardi di euro mentre, nello stesso lasso di tempo, quello legato ai canali fisici è passato da 75,4 a 67,9 miliardi. Il dato, oltre a fotografare un cambiamento significativo nelle abitudini degli utenti italiani, ha anche un risvolto economico tutt’altro che trascurabile. Le entrate erariali, infatti, variano in base al canale di provenienza della raccolta, in virtù di un diverso sistema di tassazione. Il settore del gioco d’azzardo, nel complesso, produce un notevole gettito fiscale: nel nostro approfondimento, vediamo a quanto ammonta e come cambia la fiscalità tra giochi fisici e piattaforme online.
Come funziona l’industria del gioco pubblico
In Italia, la raccolta derivante dai giochi con vincite in denaro è appannaggio esclusivo dello Stato e di società private in possesso di apposita concessione rilasciata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, necessaria sia per gli operatori fisici che digitali. Le attività delle piattaforme per il gioco online sono sottoposte ad una tassazione diversa rispetto agli apparecchi che si trovano nelle sale slot e nei casinò ‘di terra’.
Ma cosa si intende per “gioco” pubblico? Con questa definizione si fa riferimento ad un’ampia gamma di opzioni, appartenenti a due categorie principali: betting e gambling. La prima include le scommesse sportive legate ad eventi di carattere nazionale ed internazionale; è possibile puntare tanto sugli sport di squadra (calcio, basket, pallavolo, rugby) quanto su quelli singoli come automobilismo, motociclismo o pugilato. Tramite portali specializzati, gli utenti possono consultare i palinsesti e le stime dei bookmaker relative all’esito di singoli eventi degli sport più seguiti; le quote box NetBet, ad esempio, offrono una panoramica completa sugli incontri più importanti.
Il gambling, invece, è il segmento che coincide con il gioco d’azzardo, costituito da slot machine, roulette e svariati giochi di carte (poker, Blackjack e Baccarat). A questi si aggiungono i cosiddetti ‘game show’ (ruota della fortuna, Monopoly e simili, disponibili online), il Bingo e, non di rado, i giochi di carte italiani abbinati a premi in denaro.
La tassazione su giochi e scommesse
Come sottolinea il report stilato dalla SAPAR (l’Associazione Nazionale Servizi apparecchi per pubbliche attrazioni ricreative), “il gioco online attualmente garantisce allo Stato un gettito di molto inferiore a quello degli apparecchi (1 miliardo contro i 5.6 derivante dagli apparecchi) anche in quanto è interessato da un criterio di tassazione differente rispetto al gioco fisico (sul margine invece che sulla raccolta)”.
Dal punto di vista tecnico, la tassazione di settore è materia piuttosto complessa, dal momento che le imposte variano anche in base alla tipologia di gioco; inoltre, va tenuto conto di come, negli anni, il quadro normativo di riferimento sia cambiato costantemente, in virtù dei numerosi adeguamenti implementati dal legislatore al meccanismo di tassazione.
Tra il 2015 e il 2021, ad esempio, il PREU (Prelievo erariale unico) è passato dal 13% al 24% sugli apparecchi AWP; contestualmente, la percentuale di vincita (potenziale) è scesa dal 74% al 65%. In altre parole, spiega l’associazione SAPAR, prendendo in considerazione un volume di giocata pari a 100 euro, “il 65% del giocato tornerà in vincita, la restante somma, cioè i 35 euro rimangono nell’apparecchio, di questi 24 finiscono all’Erario, 0,80 ad Adm e circa 1 Euro va al concessionario a titolo di costo di rete; i restanti 9,20 euro remunerano la cosiddetta filiera, formata da gestori e esercenti”. La percentuale del 65% rappresenta l’ammontare minimo che la macchina deve ‘restituire’ – sotto forma di vincita – su di un ciclo di 140mila partite. Nel gioco online, invece, tendenzialmente l’RTP (Return To Player) è molto più alto, in quanto si attesta attorno al 95% circa.
Gettito fiscale: i dati
Nel 2022, stando ai dati ADM elaborati da Federconsumatori, il settore dell’azzardo complessivo ha prodotto un contributo erariale di 11,22 miliardi di euro, a fronte di una raccolta di oltre 136 miliardi. Per quanto concerne il solo gioco online, invece, nel 2023 dagli oltre 82 miliardi di euro di raccolta è scaturito un gettito erariale pari a 1096 milioni di euro.
